Il Salone dei Corazzieri
L'ambiente fu edificato da Carlo Maderno (1556-1629) nell'ambito dei lavori di ristrutturazione dell' ala sud del palazzo promossi da Papa Paolo V Borghese (1605-1621). Questo vasto salone, detto in origine Sala Regia, era destinato agli incontri ufficiali del pontefice con le delegazioni diplomatiche straniere in visita alla Santa Sede. Il soffito ligneo a cassettoni dorato su fondo azzurro reca alle due estremita' lo stemma di Paolo V. Al centro del soffitto un'immagine dello Spirito Santo fu sostituita alla fine dell'Ottocento dallo stemma sabaudo. Il grande fregio affrescato sulla parte superiore delle pareti fu realizzato nel 1616-17 sotto la direzione del pittore Agostino Tassi (1580-1644), Giovanni Lanfranco (1582-1647) e Carlo Saraceni (1579-1620) che si valsero di diversi collaboratori tra i quali Giovanni Antonio Galli detto lo Spadarino e il terzetto veronese composto da Alessandro Turchi, Pasquale Ottino e Marcantonio Bassetti. All'equipe del Tassi si devono gli affreschi della parete lunga di ingresso mentre Lanfranco e Carlo Saraceni si dovettero occupare di tutto il resto della decorazione. I soggetti degli affreschi sono volti ad esaltare la figura e l'attivita' di Papa Paolo V, il cui stemma e i cui animali araldici (aquila e drago) ricorrono piu' volte in tutto il fregio. I personaggi che si affacciano dalle finte loggie rievocano alcune importanti ambascerie orientali giunte a Roma nei primi anni del Seicento, celebrando cosi' i rapporti con l'Oriente e l'attivita' missionaria promossi dal papa. Le Storie di Mose' nei medaglioni esaltano, nella figura della guida degli Ebrei, il Pontefice come guida della cristianita', mentre le figure allegoriche incarnano le virtu' e i poteri del papato. Infine quattro tabelle monocrome alle estremita' delle pareti maggiori ricordano alcune importanti imprese edilizie promosse da Paolo V: sulla parete d'ingresso la Facciata di San Pietro e il Quirinale, mentre sulla parete opposta la Mostra dell'Acqua Paola e la Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore. La decorazione a grottesche e paesaggi degli sguinci delle finestre contemporanea ai lavori del fregio ma si deve ad Annibale Duranti (attivo a Roma nel 1607-21), specializzato in questo tipo di ornamentazione di vani di porte e finestre al Quirinale.
Il doppio portale disegnato da Carlo Maderno introduce, attraverso la sola porta di destra (quella di sinistra finta), alla Cappella Paolina. Lo sovrasta una grande lunetta a bassorilievo di Taddeo Landini (1550-1596) raffigurante la Lavanda dei Piedi che, realizzata nel 1578 per la Cappella Gregoriana in San Pietro, fu spostata nella sua attuale collocazione nel 1619 per espressa volonta' di Paolo V. I due angeli al di sopra del timpano, del 1616, sono opera degli scultori Guglielmo Berthlot (1570-1648; angelo a sinistra) e Pietro Bernini (1562-1629; angelo a destra). In eta' Sabauda, oltre all'inserimento nel soffitto del grande stemma, alla fine dell'ottocento fu dipinto, al di sotto degli affreschi secenteschi, un fregio con stemmi delle citta' dello Stato Unitario.
L'attuale denominazione della sala si deve alla cerimonia della rivista del reparto Corazzieri, che qui si tiene in occasione di alcune importanti cerimonie. Date le vaste dimensioni dell'ambiente, nel Salone hanno luogo molte delle attivita' di alta rappresentanza, quali la consegna delle insegne ai Cavalieri del Lavoro e gli auguri di Natale al corpo diplomatico da parte del Capo dello Stato.

Immagini di Porcellane   Immagini di Porcellane
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Tratto da www.quirinale.it


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