Cenni Storici
Il nome del comune si compone di Sesto, ad indicare in miglia la distanza da Milano lungo un'antica strada romana (ad sextum lapidem , ovvero presso la sesta pietra miliare), e da San Giovanni, introdotto a partire dal 1100, per rendere chiara la dipendenza del territorio sestese dalla Basilica di San Giovanni a Monza.
Nato probabilmente come agglomerato di case contadine, fondato dai romani o dai longobardi, Sesto rimane un minuscolo e insignificante borgo fino al 1800. Due censimenti calcolarono circa 500 residenti nel 1546 e circa 1300 abitanti nel 1770.
Nel XIX secolo aprono a Sesto le prima filande e nel 1840 entra in funzione la seconda linea ferroviaria d'Italia dopo la Napoli-Portici, la Milano-Monza, che ha a Sesto Rondo' una stazione intermedia. Nel 1876 viene inaugurata anche la prima ippovia italiana, parallela alla ferrovia, elettrificata, poi, dalla societa' Edison nel 1901. Nel 1880 Sesto contava circa 5.000 abitanti e dispone gia' delle infrastrutture che ne favoriranno il successivo sviluppo. Nel 1861 il comune autonomo di Cascina de Gatti fu unito al comune di Sesto San Giovanni.
A cavallo tra Ottocento e Novecento, Sesto si industrializza e aprono diverse fabbriche con l'investimento di molti industriali milanesi. Le principali industrie sono OSVA, Breda, Marelli, Falck, Spadaccini, Gabbioneta, Campari, Moto Garelli, Balconi. Con l'industrializzazione aumenta esponenzialmente il numero di abitanti (14.000 nel 1911) e molte aziende costruiscono alloggi per operai nella citta'. La presenza operaia rende molto fervente l'attivita' politica sestese e il regime fascista fatichera' molto ad imporsi, anzi non riuscira' mai ad imporsi seriamente. Nelle fabbriche si organizza una lotta clandestina contro il fascismo. Tuttavia fu grande l'entusiasmo (spesso obbligato sotto minaccia) durante la visita del duce nel 1934 alla Ercole Marelli, ben piu' fredda l'accoglienza alla Falck. L'armistizio dell'8 settembre 1943 e la caduta del fascismo furono salutati dai sestesi con grandi manifestazioni di gioia, la militarizzazione dei lavoratori aveva causato molti problemi economici e sociali, sfociati nei grandi scioperi tra il 1942 e il 1943. Al crollo del fascismo si introduce il controllo dei nazisti, ostacolato dai Gap (Gruppi di azione patriottica) che si riuniscono e si formano nelle varie fabbriche. Prende inizio la strenua resistenza contro i nazisti, le attivita' economiche si fermano quasi totalmente con l'ondata continua di scioperi del 1944 e 1945. Si susseguono arresti, deportazioni, fucilazioni e atti di sabotaggio e guerriglia. Il 28 aprile gli alleati entrano a Sesto San Giovanni.
Sesto San Giovanni e' tra le Citta' decorate al Valore Militare per la Guerra di Liberazione, perche' e' stata insignita il 18 giugno 1971 della Medaglia d'Oro al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attivita' nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.
Dopo il difficile dopoguerra, Sesto ricomincia la sua espansione urbana e demografica e continua ad essere un importante centro economico fino alla crisi degli anni '90, quando chiusero tutte le fabbriche storiche di Sesto, ultima la Falck nel 1996. Sesto dovette trasformarsi completamente da citta' industriale a citta' del terziario avanzato, fase ancora in corso con la riconversione delle aree prima occupate dalle fabbriche.

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